Una serata indimenticabile, fatta di lacrime, applausi scroscianti e grandissima commozione. Il 4 giugno, la compagnia teatrale dell’Istituto Comprensivo Centopassi è salita sul palco del Teatro Fassino di Avigliana per presentare lo spettacolo conclusivo "Come un fiume", lasciando un segno profondo nel cuore dei tantissimi docenti, genitori e membri della comunità scolastica presenti in sala, alla presenza della Dirigente Scolastica Barbara Saletti. Lo spettacolo è il coronamento di un intenso e straordinario percorso pomeridiano di circa 60 ore, reso possibile grazie ai fondi del Piano Nazionale 21-27 (PON Estate). Sotto la sapiente guida della regista Carmen Loconte e della professoressa Iolanda Pappalardo, i ragazzi hanno intrapreso un viaggio che è andato ben oltre la recitazione, riuscendo a far emergere le proprie personalità, le proprie caratteristiche uniche e un talento sorprendente.
Tratto da un libro illustrato, lo spettacolo ha affrontato il tema delicato e doloroso della disabilità e della balbuzie. La storia racconta di un ragazzino che non riesce a parlare, deriso da chi non comprende il peso e la fatica racchiusi nel non riuscire a pronunciare le parole.
L'impatto visivo ed emotivo è stato straordinario fin dalla prima scena: il protagonista dorme, tormentato da incubi notturni popolati da voci ostili che lo prendono in giro sussurrando frasi come "Stai zitto!". Questi incubi, purtroppo, lo inseguono anche di giorno, spezzando i suoi momenti di serenità. In una delle scene più toccanti, il protagonista corre e gioca libero insieme al fratello; dopo essersi addormentati sull'erba, il bambino si sveglia di colpo, scosso dall'ennesimo brutto incubo rappresentato da maschere inquietanti. È in quel momento che il fratello lo rassicura con una frase di una dolcezza infinita: “È successo di nuovo? Guarda, tu parli come un fiume”. Da qui nasce il titolo dello spettacolo: il fiume gorgoglia, a volte scorre liscio, a volte si interrompe o diventa dirompente. Ha mille facce, proprio come la voce del protagonista. Grazie a questa metafora il bambino trova finalmente conforto e si sente compreso, capendo che il suo modo di esprimersi fa parte della natura: "Non sono solo io a parlare così, anche il fiume parla così".
A fare da cornice a questa storia così profonda è stata la scenografia curata dai ragazzi del laboratorio "Scene di carta", guidati dalla docente Carmen Loconte e dalla professoressa di arte Maria Grazia Bombaci. Oltre alle maschere spaventose che rappresentavano gli incubi, gli studenti hanno realizzato un suggestivo fondale che evoca il bosco e il corso del fiume. A rendere l'atmosfera ancora più magica è stata la musica suonata rigorosamente dal vivo da alcuni ragazzi della classe 3ªA dell'Indirizzo Musicale: i giovani musicisti hanno suonato in modo magistrale, guidati con grandissima dedizione e professionalità dai docenti Lidia Mosca, Silvana Mazzeo, Alessio Francolino ed Elias Di Stefano.
Al Teatro Fassino si è respirato il vero senso della scuola: inclusione, collaborazione, espressione di sé e superamento delle barriere. Un ringraziamento speciale va al Comune di Avigliana per aver patrocinato l'evento e sostenuto l'iniziativa, a tutti gli studenti – attori, ballerini, musicisti e scenografi – per averci regalato queste emozioni così autentiche, a tutto il personale che ha collaborato e al pubblico che ha condiviso con noi questo momento magico.
I ragazzi del Centopassi sono stati, semplicemente, bravissimi!
da Segreteria
del martedì, 09 giugno 2026